Settore Arbitrale – Intervento dell’ arbitro Santandrea

Per comprendere meglio l’intervento viene riportato a titolo di preambolo, ed in forma parziale, il messaggio a cui esso fa riferimento:

Il giorno giovedì 10 aprile 2014 13:28:00 UTC+2, Paolo Andreozzi

…Da quello che è emerso sinora individuo 3 punti chiave
1 – retrocessione della diaria arbitrale via FSI: si tratta di un semplice pool di tesoreria delle cauzioni che non comporta particolari criticità organizzative.
2 – è necessario un criterio (qualsiasi) di rotazione degli arbitri,a sostegno  della crescita della categoria arbitrale.
3 – il terzo punto riguarda le auto designazioni dei componenti CAF, non ho idee al riguardo, mi conforterebbe sapere delle esperienze estere al riguardo
Che ne pensate?
Paolo Andreozzi

Il 10 aprile 2014

Ciao Paolo  e tutti,

trovo molto opportuno il tuo richiamo a concretezza e sintesi.

Ai 3 punti chiave da te individuati, ne aggiungerei un quarto, che ritengo preliminare e pressoché imprescindibile: il riconoscimento dell’autonomia e dei compiti di autogoverno del Settore arbitrale, sanciti dall’RSA.

In pratica ciò vuol dire riconoscere al Settore Arbitrale il diritto/dovere di emanare disposizioni, circolari e regolamenti sui compiti di sua competenza (i 23 sanciti dall’art.11 dell’RSA attualmente in vigore o i 24 dell’Art. 10 del nuovo RSA). Al CF dovranno essere inviati prima dell’emissione, per suggerimenti o proposta di modifica e lo stesso CF potrà esercitare un diritto di veto, in caso di violazione di regolamenti o in altri casi, motivando però adeguatamente la sua decisione.

Non è la proposta originaria della CAF, ma non è neanche quanto approvato dal CF. In pratica il CF non deve approvare, ma può respingere e non solo per violazione di regolamenti.

A mio parere potrebbe essere un compromesso accettabile. Se non riusciamo ad ottenere questo, credo sia difficile andare oltre, perché significherebbe consegnare al CF una prevalenza totale sulle scelte del Settore Arbitrale.

Per quanto riguarda i 3 punti da te indicati:

Il pagamento della diaria via FSI è, a mio parere, il punto più qualificante e che da solo risolverebbe gran parte dei problemi.

Credo sia un problema politico, oltre che organizzativo.

Noi possiamo avanzare una proposta (personalmente vedo il progetto realizzabile con il contributo maggiore da parte degli organizzatore, un contributo della FSI e, forse, in misura ovviamente minore, anche degli arbitri e con un’introduzione graduale), anche se non rientra strettamente nelle nostre competenze. In alternativa possiamo chiedere alla FSI che si faccia promotrice di un tavolo di trattative o che elabori una proposta e che la sottoponga anche alla nostra valutazione, non vincolante.

Il concetto di rotazione degli arbitri, rientra nella problematica complessiva e più ampia delle designazioni e della definizioni dei criteri connessi. Se riusciremo a riottenere la titolarità dell’emissione delle regolamentazione delle designazioni, potremo affrontare tutti i problemi connessi.

Le autodesignazioni della CAF (e dei Fiduciari, ma ritengo che per essi la questione sarà risolta) sono un falso problema, sollevato artificiosamente da qualche organizzatore e temo, purtroppo da qualche collega, per screditare l’ultima CAF, adombrando il sospetto di scelte non lecite e di favoritismi o azioni mirate contro qualcuno. E’ stata una strategia che sfortunatamente ha avuto un discreto successo , con le conseguenze che sappiamo.

La soluzione trovata dal CF è, oltre che difficilmente praticabile, fondamentalmente ipocrita: già era stato praticamente assicurato che la deroga sarebbe stata sempre concessa, quindi è un puro specchietto per le allodole.

Cionondimeno, il problema è stato sollevato e va affrontato, come del resto aveva già fatto l’ultima CAF. Io ritengo che la soluzione più valida risieda in una sorta di autoregolamentazione, con il controllo dell’entità superiore. In sostanza, a grandi linee, i Fiduciari e la CAF definiscono una regolamentazione in proposito, approvata per i Fiduciari dalla CAF e per la CAF dal CF; la CAF esercita un controllo sui fiduciari e può opporsi a o revocare una loro autodesignazione. Lo stesso può fare il CF o il Presidente FSI nei confronti della CAF ma, in ogni caso, con motivazione adeguata. Quindi non una deroga preventiva, incontrollabile e poco significativa, ma un controllo puntuale.

Sulle modalità di comunicazione io sono più tradizionalista. Se riusciremo ad arrivare ad una sintesi, potrebbe essere sufficiente elaborare un documento con le richieste concordate, sottoscritto dagli arbitri che lo condividono e consegnato al CF e al commissario.

Ideale sarebbe sicuramente la costituzione di un’associazione degli arbitri, ma sembra che ciò non interessi a nessuno.

Occorre tenere presente però che, allo stato attuale, né il CF né il commissario hanno mostrato alcuna volontà o interesse a confrontarsi con il Settore Arbitrale. Il commissario è stato incaricato della revisione dei regolamenti, che effettuerà insieme con dei collaboratori, tra i quali un solo Arbitro che, per quanto autorevole e stimato, non rappresenta di certo il Settore Arbitrale.

Se vogliamo, e io ritengo possiamo ancora farlo, incidere sulle decisioni future che ci riguarderanno, l’unica via che io vedo è l’elaborazione di proposte comuni, serie, motivate e percorribili, da sottoporre poi con le forme e le modalità che riterremo più opportune.

Solo in questo modo potremo portare il commissario e il CF a darci delle risposte e a confrontarci. i Tempi però sono molto stretti. Considerato che il mandato del commissario dura 6 mesi, ritengo dovremo essere in grado di presentare nostre proposte al più tardi entro il mese di giugno. Andare oltre o, peggio, attendere gli eventi comporterà trovarci con regolamenti imposti, le cui criticità, e ce ne saranno, diventerà per noi estremamente difficile, se non impossibile, modificare.

Un saluto a tutti

Marco Santandrea

Il link diretto dove trovarlo è il seguente: https://groups.google.com/forum/#!topic/arbitriscacchi/u-k0DWU94Fs

Condividi sui tuoi social: