FIDE World Youth Chess Championship 2026

Tre anni dopo l’inizio del nostro percorso rivolto ai giovani e due anni dopo l’inizio della Chess Projects Academy per il perfezionamento tecnico scacchistico, si è conclusa la prima esperienza di due nostri atleti ai Campionati Mondiali Giovanili 2026, categoria U14.

I nostri gareggiavano fuori età infatti avrebbero dovuto giocare l’under 12, il quale però si svolgeva a Batumi in Georgia.

Giocare fuori età è sempre molto impegnativo sia sotto il profilo della maturità psicologica, sia sotto il profilo tecnico. Alla fine i nostri hanno raccolto rispettivamente 3,5 punti con Leone e 3 punti con Federico, su 11 partite giocate.

Il nostro obiettivo minimo (ed anche la previsione) era di ottenere 3 punti dunque sotto aspetto la missione è compiuta, addentrandoci però più in profondità emerge come Leone sia riuscito ad esprimere meglio il proprio potenziale mentre Federico per motivi più psicologici che tecnici ha fatto più fatica, senza però mai mollare!

Entrambi hanno certamente imparato moltissimo, premettendo che giocare il mondiale è molto diverso dal giocare qualsiasi altro torneo ecco le principali differenze:

– prima differenza, la durata dello sforzo fisico e mentale: 11 turni di gioco non sono 9 e alla fine la fatica negli ultimi due turni si sente

– seconda differenza, la difficoltà media della partita: nel CIG quando perdi e scendi sotto il 50% il livello tecnico dell’avversario scende sensibilmente, questo inevitabilmente significa che alcune partite risultano più facili e questo permette di ritrovare fiducia ad ogni battuta di arresto. Al campionato mondiale non esistono partite “facili”, al massimo esistono partite “impossibili” se incontri uno dei top ten del ranking. Questo obbliga a livello psicologico obbliga ad imparare a resettare dopo ogni sconfitta per essere pronti il giorno successivo ad una nuova battaglia mentale

– terza differenza, la preparazione: le partite giocate sono tutte online (!), questo significa che tutte le informazioni di apertura, stile di gioco, errori, durata della performance, sono a disposizione del tuo prossimo avversario e a tua disposizione. La conseguenza è che tutti si preparano per ogni singola partita, scegliendo quale apertura giocare per massimizzare i propri pregi e minimizzare i difetti e fare l’opposto con l’avversario. La scelta da compiere è spesso se giocare quello che si conosce meglio, al prezzo di essere più prevedibili, oppure sorprendere l’avversario, a costo di avere una conoscenza più superficiale della apertura scelta. In conclusione sono 2h di preparazione tecnica ogni mattina e 3/4h di partita e 30 minuti di analisi post partita

Riassumendo, in questi eventi si apprende l’approccio agonistico in una modalità semi-professionale ovvero la necessità di riposare bene, mangiare e bere bene, prepararsi al meglio, concentrarsi, non disperdere energie, assorbire e gestire la pressione, dare tutto nella sessione di gioco, resettare e ricominciare da zero il giorno successivo!

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